Aprile 6, 2008...4:32 pm
Non pensarci
Il protagonista ideale per questo film sarebbe stato Luca Laurenti. Scherzi a parte, ho voluto fare questo paragone per rendere l’idea del tipo che è Stefano Nardini, il protagonista interpretato dal bravissimo Valerio Mastrandrea. E’ un personaggio stralunato, che vive in un mondo tutto suo. Vederlo fa troppo ridere, ma non per niente, forse perchè prende proprio la vita come andrebbe presa. Fatto sta che Stefano suona in gruppo rock, a Roma, ed un giorno, rivedendo in un autogrill una scatola del liquore di ciliegia prodotto dal padre, decide di tornare almeno per un po’ dalla sua famiglia a Rimini. Il primo impatto sarà per certi versi devastante: alla sua calma, tranquillità, si contrappone la fretta della famiglia Nardini, lo stress quotidiano. Il fratello Alberto, infatti, gestisce ora la fabbrica di ciliege che fu del padre, allontanato dal lavoro per un infarto. La sorella ha lasciato l’università per amore dei delfini con i quali è a contatto tutti i giorni in una specie di acquario di grandi proporzioni. La madre, infine, passa le sue giornate facendo corsi alquanto alternativi, ma si saprà di più su di lei durante il film. Il messaggio, la morale che questa pellicola vuole trasmettere, è secondo me molto importante: mai prendere tutto troppo sul serio. Ed è un messaggio che si concretizza attraverso le varie vicissitudini che coinvolgono la famiglia Nardini, che ad un certo punto sembra più una gabbia di matti che altro. Come dice la locandina del film, a proposito di Stefano, “tutti avevano bisogno di lui, anche troppo!”. Ed è esattamente così. “Non pensarci” è un viaggio di due ore nel modo di pensare di molte famiglie italiane, e tutto ciò è ben sottolineato dalle scene iniziali e finali. Il racconto avviene in tono di tragedia, come testimoniato ampiamente dalla colonna sonora azzeccatissima. Tocchi geniali ce ne sono diversi: la scena in cui Stefano si diverte con la macchina assieme ai nipoti e viene bloccato da un poliziotto a cui risponde “Ma lo sa che nel mondo ci sono più di venti guerre civili?”, oppure la toccante scena, verso la fine, in cui sempre Stefano, semi-ubriaco, esegue una melodia di Chopin al pianoforte. E poi, tornando ai personaggi, va sottolineata anche la bravura di Giuseppe Battiston, che interpreta il fratello di Stefano, Alberto. Tra i suoi tanti problemi ha anche quello di essere stato lasciato dalla moglie, ed è così che inizierà ad uscire con una ragazza (interpretata da Caterina Murino, qui ancor più bella rispetto a “Casinò Royale”). Poi ovviamente preferisco non dire altro sulla trama, anchè perchè questo film ha veramente un ritmo serrato e sarebbe davvero brutto rovinare la sorpresa della visione. Chiudendo posso dire che “Non pensarci” è una pellicola che mi è piaciuta molto, è un genere che l’Italia deve portare avanti, un genere che a me piace. E poi, anche se dalla trama forse non sarà molto evidente, le risate non mancheranno di certo.. Complimenti a tutta la troupe.
Michela:sei venuto qui perchè avevi bisogno di noi
Stefano:sì…ma non di tutti insieme…
di danmartin
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