Aprile 20, 2008...2:10 pm
10 cose di noi
Un bell’esperimento cinematografico. Partendo da una semplice idea si è riusciti a sviluppare una pellicola di un’ora e un quarto circa. Tutto inizia quando Morgan Freeman, il protagonista che interpreta sè stesso, deve girare un film in un supermercato e quindi fare un sopralluogo nel suddetto posto. Qui troverà una cassiera phenomena che riesce a fare i conti a memoria, senza nemmeno passare il codice a barre dei prodotti. Questo è il fulcro centrale del film, l’incontro tra Morgan (nel film il suo nome non viene mai fatto) e Scarlett (che non è Scarlett Johansson, ma il personaggio interpretato da Paz Vega, un’attrice che ricorda molto Penelope Cruz). La locandina recita “un incontro può cambiarti la vita”, ebbene, io credo che per entrambi sia un po’ così. Il personaggio maschile prende la vita alla leggera, non sa il suo numero di telefono, non sa che giorno è, a momenti non ricorda neanche dove abita.. La sua vita è proprio come un film: squadra le persone, cercando di capire qual è il ruolo migliore per loro nella vita, pensa ad ogni situazione come una scena, immagina che la vita sia come il cinema. E stupisce. E proprio Morgan cercherà di passsare questo “senso della vita” a Scarlett, giovane ragazza che crede già di essere arrivata al capolinea. E’ l’unica nel supermercato che porta avanti la baracca, mentre l’altra cassiera ha una relazione con il direttore della struttura e lavora lì solo per quello. La sua cassa veloce, “massimo 10 pezzi”, è un po’ la metafora della vita. Sempre di corsa, in fretta e furia, con il rischio di tralasciare le cose veramente importanti. E’ un po’ quello che accade a molti di noi in fondo. Il motivo per cui Morgan e Scarlett continueranno a vedersi in questa giornata molto importante, è che Scarlett ha un colloquio per diventare segretaria di un’azienda di costruzioni. Ed è così che i due si conosceranno, sempre tramite quei “10 pezzi” che rappresentano le 10 cose amate o odiate. Alla fine il film è questo, è un’idea semplice e forse stupidissima, eppure secondo me molto intelligente. Raramente ricordo di aver visto la storia di un incontro raccontata così bene, in neanche tanto tempo visto che la pellicola dura un’ora e venti minuti volendo comprendere anche i titoli di coda. E qui non c’è inizio, non c’è finale, c’è solo la storia di due persone che vengono a contatto e che non si rivedranno mai più. Una storia forse molto triste, ma sicuramente intensa, e soprattutto non noiosa ma anzi divertente. Va visto, va visto perchè vederlo è l’unico modo per apprezzarlo, le parole non servono qui. Faccio notare che la pellicola è prodotta dallo stesso Morgan Freeman, segno che questo è un film in cui egli ha creduto per primo. Ha avuto una pessima distribuzione in Italia (è comunque un film indipendente), proprio per questo motivo e perchè è a basso budget. Inoltre ho scoperto con stupore che è già uscito in mezzo mondo in dvd essendo addirittura del 2006, mentre qui è appena uscito nelle sale, e forse in dvd nemmeno lo vedremo mai. Traduzione italiana come al solito sbagliata, il titolo originale è “10 item or less”. Più appropriato sarebbe stato “Massimo 10 pezzi”, che è un’espressione che ricorre molto nel film, o qualcosa del genere. Gioiello.
di danmartin
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