Aprile 9, 2008
Il desiderio di un bipolarismo ben organizzato mi ha impedito di valutare al meglio i programmi delle altre forze politiche in corsa per Palazzo Chigi. La mia attenzione era rivolta esclusivamente verso le coalizioni maggiori: il Popolo delle Libertà e il Partito Democratico. Come ho ripetuto, anche illustrando i due programmi, possiamo definirle due realtà simili che però vogliono differenziarsi l’una dall’altro. I problemi dell’Italia sono noti a tutti e la funzione risolutiva della politica deve essere assolutamente azionata da qualunque schieramento vinca. La decisione, almeno per quanto riguarda la mia personale, si basa sulla fiducia nei confronti del politico in grado di realizzare quanto promesso fino ad oggi. Il programma “Rai Parlamento” trasmesso ogni sera su Rai Due mi ha portato a una conoscenza molto più ampia del Partito Socialista. Già nel precedente articolo ne condividevo una posizione e quindi ho cercato di approfondire la mia conoscenza. Esso viene definito dal suo candidato premier Boselli come una costola del Socialismo Europeo che viene riproposta in Italia dopo 15 anni di assenza; rappresenta dunque lo schieramento opposto al partito Conservatore presente nella maggiorparte del panorama politico Internazionale. La scarsa ora di colloquio definiscono gli obiettivi chiave del movimento; Scuola pubblica, laicità dello Stato e l’importante problema della precarietà costituiscono gli elementi al quale vengono riservate più accortezze. Per quanto riguarda il discorso “scuola pubblica”, rappresentiamo il paese che investe meno nelle facoltà intellettuali, e che remunera la categoria degli insegnanti al di sotto della media delle potenze sviluppate. Il concetto di laicità sostenuto dal candidato Premier Enrico Boselli si oppone all’integralismo, al fondamentalismo e più in generale all’imposizione delle idee. Molti esperti definiscono la cultura socialista apprendista del messaggio cristiano, la parabola del prossimo o quella di aiutare il più debole sembrano riferirsi pienamente nei confronti del mondo precario e alle fasce meno abbienti.
E’ verissimo che le persone più deboli sono anche le più approfittatrici. Almeno in Italia è così. Non bisogna a mio avviso favorire all’estremo una determinata classe sociale, ma trovare un compromesso condiviso dalla maggiorparte delle rappresentanze nazionali. La passione per la politica mi porta a conoscere altri filoni di pensiero. Apprezzo per esempio nel contesto del socialismo, anche quello Riformista che nelle attuali elezioni è confluito nel Popolo delle Libertà. Molto interessante è inoltre il Socialismo liberale in cui hanno trovato spazio anche intellettuali di area liberale aperti alla socialdemocrazia nel movimento clandestino Giustizia e Libertà di Carlo Rosselli; proponeva in pratica il superamento della lotta di classe e del determinismo economico marxista, per una nuova forma di socialismo, rispettosa delle libertà civili e democratiche e in grado di realizzare una profonda modernizzazione delle strutture sociali e economiche del Paese. Detto questo, l’attività promossa dai movimenti di trovare un punto in comune tra le diverse realtà del paese, mi sembra una procedura più intelligente per contrastare l’egoismo ed ottenere consensi da una più larga fascia della popolazione. Ricordiamoci che noi tutti facciamo parte di un’unica classe, quella dei contribuenti e dei consumatori.
Marzo 27, 2008
Avevo già utilizzato questo sito nella scorsa campagna elettorale. La tipologia delle risposte alle 25 domande, ci colloca rispettivamente alle forze politiche coinvolte nelle elezioni. Io ho appena concluso il test. Voi che aspettate?

Marzo 26, 2008
Il 13 e 14 Aprile si avvicinano e la campagna elettorale è nel pieno delle sue funzioni. Programmi televisivi, manifesti e comizi sembrano invadere il nostro vivere quotidiano. Se analizziamo con attenzione le proposte dei partiti maggiori, Pdl e Pd, notiamo una somiglianza certamente da non sottovalutare. Entrambi propongono tematiche molto importanti. Il leader del Partito delle Libertà (Pdl) Silvio Berlusconi non promette l’impossibile anzi, annuncia un periodo difficile. Dall’altra parte l’ex Sindaco di Roma Walter Veltroni evoca una civiltà del confronto e bipartisan su specifiche tematiche, specie il caso Alitalia. I due candidati premier stanno conducendo una campagna elettorale sicuramente migliore di quelle passate. La civiltà del confronto che citava Veltroni, denuncia giustamente i comportamenti di tipo rissoso che Berlusconi ebbe in relazione della rottura in diretta del programma del centro-sinistra. La diplomazia entra in gioco a riguardo.
Recentemente il “Messaggero” ha pubblicato un forum che illustrava le metodologie con cui, Pdl e Pd, intendono procedere alle emergenze del paese.
Iniziamo con il Partito delle Libertà.
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Emergenza rifiuti e Infrastrutture vengono giudicate priorità per il futuro del Paese. “Sono decisioni impopolari che paghiamo in termini di logistica e di trasporti che incidono sul 20.6% del nostro Pil”.
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Pressione fiscale e Potere d’acquisto delle famiglie sono ritenute la causa del malessere pubblico. I salari italiani netti sono tra i più bassi d’Europa, anche perchè il carico fiscale contributivo è al 46%. ”Pensiamo alla detassazione degli straordinari e dei premi di produttività; sulle pensioni non toccheremo l’età pensionabile ma sì al bonus per cui chi, raggiunta l’età del pensionamento, continua a lavorare.
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Criminalità. Reintroduzione della Bossi-Fini (gli immigrati debbono possedere un contratto di lavoro) e applicazione delle impronte digitali a coloro che entrano in Italia.
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Riorganizzazione della Pubblica Amministrazione mediante la chiusura di Enti inutili.
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Vendita di Beni Pubblici inattivi per ridurre il debito pubblico.
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Lotta all’evasione fiscale.
Siamo al Partito Democratico.
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Contrastare la Precarietà viene considerata la principale emergenza sociale di questo Paese. A favore del salario d’ingresso.
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Piano per la Casa. Parliamo dunque di un progetto di edilizia popolare, aree pubbliche e risorse private e soprattutto un piano di campus Universitari.
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Pressione Fiscale e Potere d’acquisto delle famiglie. Argomento supportato dalla detassazione su salari e stipendi. “Detassare gli straordinari non basta”, afferma l’ex Sindaco della Capitale.
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Riduzione della Spesa Pubblica. Sono incluse le riduzioni dei costi della politica e l’abolizione delle province. “Abbiamo bisogno di fare un paese semplice, con una Pubblica Amministrazione più snella ed efficiente”.
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Criminalità. No alla Bossi-Fini, sì alla certezza della pena.
In Politica Estera, ambedue gli schieramenti sostengono la presenza Italiana all’estero per missioni di Pace.
Marzo 22, 2008
Nessuno vincerà le elezioni politiche italiane se non vi si metterà in programma la lotta al privilegio. Avverto il bisogno sempre più urgente di un sistema “meritocratico”, che non premi la presenza, ma la capacità produttiva del singolo individuo. Onestamente lottare contro il privilegio è comportamento storicamente di sinistra, si opponeva infatti alla dottrina liberal-conservatrice di destra, ma nonostante tutto il Governo Prodi (centro-sinistra) non ha lavorato come grande risolutore del problema. L’articolo di Roberto Saviano sulla Repubblica del 15 marzo denuncia quanto ho appena detto. La politica viene percepita dalla maggioranza degli Italiani come prosecuzione di affari privati nella sfera pubblica. Può sembrare una definizione inaccettabile? Attualmente purtroppo no, l’egoismo di poltrona rappresenta la realtà. La meritocrazia giova a tutti, non solo ai vincitori ma anche a coloro che, per volere dimostrare di farcela e per un generale istinto di competizione, sono incentivati a impegnarsi di più. Ciò che affligge i giovani italiani che si affacciano al mercato del lavoro è il virus della scarsa ambizione: scommettere sul merito in un sistema basato sull’anzianità, conoscenze giuste e parentle è molto difficile. La politica ha perso la sua vocazione primaria: creare progetti, stabilire obiettivi e attuare provvedimenti che favorascano l’intera collettività. Abolire le pratiche clientelari e trasformiste significherebbe perdita di consensi, voti quindi importantissimi per acquisire potere. Non possiamo vendere il nostro destino per semplici favori. Il filosofo Carl Marx affermava: “ogni attività umana è riconducibile o motivata da questioni di interesse monetario”. Un’analisi notevolmente materialista che incontro maggiormente nel momento in cui l’argomento si riferisce alla politica. Io credo ancora nei valori di sempre, ai comportamenti mossi dalla dignità. Non ho mai avuto a che fare con ambienti così potenti come lo sono le poltrone; il proverbio ” l’occasione fà l’uomo ladro ” trova massima collocazione e testimonianza di esistenza in questo argomento, ma ritengo che l’onestà debba prevalere. Non siamo mica tutti ladri!
Marzo 13, 2008
Frequento l’ultimo anno di Ragioneria. Reputo l’argomento del Governo che stiamo affrontando a scuola di estrema attualità.
Rappresenta la concreta realizzazione del principio di maggioranza, secondo il quale il compito di governare spetta alla forza politica, o alla coalizione di forze, che riesce a dar vita a una Maggioranza Parlamentare. Deve avere sempre la fiducia di entrambe le Camere ed è quindi anche’esso un organo che esrime la sovranità popolare. Il Governo è composto dai ministri che formano il Consiglio dei Ministri: un organo collegiale a cui spetta la funzione di determinare l’indirizzo politico del Governo e di assicurarne l’unità dell’azione, è diretto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, detto anche Capo dello Stato o primo ministro —-> promuove e coordina l’attività dei ministri. La Costituzione dedica al Governo gli articoli 92 e 100. Esso esercita: un potere di indirizzo politico (stabilire obiettivi e mezzi di tutta l’attività pubblica nei confronti dei cittadini e in quelli degli organismi internazionali); un potere esecutivo (dare attuazione alle leggi o alle decisioni del Parlamento), può emanare decreti legge e decreti legislativi. Il Governo si forma su iniziativa del Presidente della Repubblica che dopo aver consultato le forze politiche nomina il Presidente del Consiglio. Segue la presentazione entro 10 giorni davanti alle Camere per ottenere la fiducia sul programma e sull’operato. L’esecutivo acquista così la pienezza dei suoi poteri. La fiducia parlamentare deve mantenersi per tutta la legislatura, nel caso venga respinta, il Governo dovrà dimettersi (crisi di Governo). L’Iniziativa torna al Presidente della Repubblica che provvederà a procedere con le consultazioni con alcune personalità di rilievo oppure incaricare altri di fare ciò mediante il mandato esplorativo. Al termine di questa attività conoscitiva il Capo dello Stato conferisce l’incarico di formare il Governo a una determinatapersona. Se non la trova dovrà procedere con le elezioni anticipate. Il Presidente del Consiglio non ha un potere gerarchico sui ministri, ma ha compito di direzione politica e di coordimento dell’intera attività governativa, di cui è responsabile. I ministri hanno il compito di partecipare alle deliberazioni del Consiglio dei Ministri e di dirigere il Ministero al quale sono preposti. Quelli facenti parte del Governo sono “politici”, cioè parlamentari eletti dai cittadini; i ministri cosiddetti “tecnici” detengono competenze di tipo specialistico e sono collegati alle forze politiche di maggioranza. I ministri svolgono funzione politica e amministrativa; ad “interim” avviene quando un ministro detiene più ministeri (causa morte, dimissione o decadenza della carica, motivazioni di opportunità politica). Vengono aiutati dai sottosegretari che non fanno parte del Consiglio dei Ministri. Per questioni di particolare rilevanza che coinvolgono le competenze dei diversi ministeri, si possono formare dei Comitati Interministeriali.